Andrea e la malattia parte 1

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Andrea era un bambino bellissimo, ma purtroppo poco sorridente, e in realtà un po’ spento. Tendeva ad ammalarsi troppo spesso. Era stato concepito inaspettatamente, ma nonostante ciò i genitori di Andrea avevano deciso di vivere la meravigliosa esperienza con gioia, anche se questo sconvolgeva la loro vita. Arrivato il momento di nascere, qualcosa ha dilungato troppo il travaglio per cui hanno dovuto ricorrere al cesareo. Andrea arriva al mondo ed è ricevuto con tantissimo amore e affetto da tutti i suoi parenti e genitori.

La vita va avanti e lui cresce, nonostante il cesareo sua mamma sceglie di allattarlo almeno all’inizio giacché sa di dover rientrare a lavorare quando lui avrà 3 mesi. All’inizio i nonni si prendono cura di lui, ma dal 4to mese i suoi genitori scelgono di inserirlo al nido per comodità e vicinanza a casa. Tutti e due lavorano e lavorano anche tanto, cercando di dare a Andrea tante opportunità e cose. In questo periodo Andrea deve accettare il distacco forzoso e precoce dalla sua mamma. Il tempo passa, Andrea cresce, come tutti i bambini. Un giorno sua madre mi contatta per parlare e fare una consulenza giacché sa bene che mi occupo di bambini e genitori. La vado a trovare ed iniziamo a parlare, osservo Andrea, l’ambiente dove vive, e il modo in cui i suoi genitori interagiscono con lui. Mi spiega che è un bambino che si ammala tanto, già prima del 6to mese aveva presso la bronchite, nonostante venisse ben coperto durante il periodo invernale, si ammalava.

Alla mia domanda: Di cosa si ammala solitamente? Mi rispondono: è sempre intasato, ha sempre raffreddori e una congestione continua.

Premetto che non sono una pediatra e non ho a che fare con la medicina ma credo fermamente che la causa di molti dei nostri malesseri oggi come oggi sia il nostro approccio alla malattia in sé. Mi spiego, abbiamo paura dei germi, dei batteri e dei virus, ma essi abitano la terra da prima che l’uomo ne facesse parte, in più nell’era moderna viviamo molto di corsa, non badiamo ciò che mangiamo o ciò che sentiamo, molte volte anche se stanchi o malati non riposiamo, non diamo del tempo al nostro corpo per guarire e per continuare con quel ritmo frenetico delle nostre vite assumiamo farmaci di tutti tipi e colori che non fanno che tamponare i sintomi manifestati. La malattia non è la condizione normale del uomo; perciò non bisogna vedere la malattia come una cosa ‘’normale’’ bensì come una cosa che ci richiama l’attenzione per cercare di capire cosa non va nelle nostre vite; un’opportunità.

Se un terreno è fertile può accogliere ciò che seminiamo e farlo crescere, così succede anche con il nostro corpo, quando esso è fertile accogliamo un seme per fare crescere una creatura dentro di noi e farla vivere, e perché allora non possiamo (vogliamo) pensare che le malattie siano altri semi che vengono accolti dal nostro corpo quando il terreno è fertile? In che condizioni mettiamo il nostro corpo per far proliferare le malattie? Queste domande le lascio a voi per riflettere. In un altro articolo parleremo a fondo della malattia e risponderemo alle domande che sono state fate. Tornando alla storia di Andrea.

Chiedo ai suoi genitori di riflettere cosa significa: essere intasati o congestionati? Cos’è la congestione? All’inizio rispondono che è l’accumulo di muco e catarro, aspetto e rifletto prima di intervenire, dicono che può essere un modo di reagire al cambio di stagione, e così via. Chiedo a loro se è possibile intasarsi o congestionarsi con emozioni o pensieri? Riflettono per poco ma la risposta è Sì. Chiedo a loro se qualche volta hanno provato la sensazione di essere intasati di pensieri o congestionati di emozioni? Ridono intimiditi e mi dicono che non ci hanno mai pensato a questa domanda. A questo punto chiedo loro di pensare a ciò che ho detto e chiedo a loro se hanno la disposizione di mettersi in gioco e il tempo di lavorare per sé stessi. I dubbi assalgono, la paura inizia a vedersi, gli sguardi diventano agitati come se avessi detto un sacrilegio contro il loro tempo. Li conosco, so che lavorano tantissimo, so che vivono per dare il meglio a suo figlio, so che lo amano e si amano ma so anche che forse loro aspettano da me un rimedio magico. Dico a loro che farò il quadro generale di tutto quello che mi hanno raccontato così come una riflessione profonda al riguardo per capire le possibile (quasi certe) motivazione per cui Andrea si ammala così tanto e sempre della stessa cosa. Mi faccio dire cosa mangia, come mangia, con chi mangia, quando e quanto dorme, quanto tempo passa insieme a loro, e in più osservo, osservo loro, osservo Andrea e torno a casa. Vi lascio il quadro generale di Andrea.

Andrea Genitori
Parto cesareo. Stress per motivi lavorativi e di tempo.
Distacco precoce dalla madre. (3zo mese) Senso ‘’d’impotenza’’ e colpa per il distacco.
Genitori che lavorano tutto il giorno rivedendolo solo la sera. Lavorando tutto il tempo, hanno poco tempo per stare insieme.
Troppo tempo con ‘’estranei’’ ed in un ambiente chiuso. Portano a volte lavoro da finire anche a casa.
Alimentazione a base di confetture e cibi raffinati.

Allora voi direte o penserete frasi del tipo: ”a volte è necessario fare dei sacrifici”, o “il lavoro è importante se si vuole vivere bene”, ecc. e posso essere d’accordo con questi vostri pensieri, ma c’è più di questo.

Nella seconda parte del articolo vedremo come va a finire e le soluzioni date ai genitori. Ma prima vi lascio una citazione bellissima per farvi ripensare alle vostre abitudini:

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi. perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”- Dalai Lama

About the Author:

Amanda
Laureata in scienze umanistiche con specializzazione in musica e lingue straniere. Antropologa e fotografo amatoriale. Pedagogista con vasta esperienza nel campo dell'insegnamento della musica e delle lingue. Interessata nella ricerca personale per evolversi come essere umano. Di mente creativa e forte iniziativa. Amante della vita, il continuo imparare che essa fornisce e la meditazione.

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